come posso diventare medico degli artisti. Come si diventa medici degli artisti? Come si diventa fonologopedisti, fisioterapisti e psicologi degli artisti?
for English version: see below ​How can I become a Performing Arts Medicine specialist?

Cos’è la med­i­c­i­na del­l’arte? come si diven­ta medici degli artisti? 

La “med­i­c­i­na delle arti per­for­matiche” (spes­so impro­pri­a­mente chia­mate per­for­ma­tive) o “med­i­c­i­na per gli artisti” o “med­i­c­i­na del­lo spet­ta­co­lo” (sin­tag­ma non cor­ret­to ma ormai inval­so) o, appun­to, “med­i­c­i­na del­l’arte” o, in Inglese, PAM: Per­form­ing Arts Med­i­cine (unità sin­tat­ti­ca che, in ver­ità, è spes­so da inten­dere in sen­so e modo soltan­to ipon­im­i­co) è una bran­ca trans­dis­ci­pli­nare e inter­dis­ci­pli­nare del­la med­i­c­i­na che si occu­pa non soltan­to degli artisti ma anche del­la loro arte, come d’al­tro can­to (e, in parte, spec­u­lar­mente) quel­la del­lo sport fa met­ten­dosi al servizio degli sportivi e del­lo sport.

È una bran­ca uffi­ciale o alter­na­ti­va / com­ple­mentare del­la medicina?

Si trat­ta di una bran­ca uffi­ciale che, in molte par­ti del mon­do, negli ulti­mi ses­san­t’an­ni, è sta­ta, in qualche modo, “riconosci­u­ta” ma in Italia, nonos­tante l’im­peg­no, in quan­to alla PAM, almeno dei medici Alfre­do Musajo Som­ma, Cristi­na Fran­chi­ni e Rosa Maria Con­ver­ti e, in quan­to alla Med­i­c­i­na delle Arti, di Alfon­so Gian­lu­ca Guc­cia­r­do (e forse di sparu­ti altri), non è sta­ta anco­ra capi­ta del tut­to e quin­di recepita.

E se si dovesse dire cosa la med­i­c­i­na delle arti non è?

Quel­la per gli artisti non è “med­i­c­i­na artis­ti­ca” né “med­i­c­i­na olis­ti­ca” né med­i­c­i­na mul­ti­dis­ci­pli­nare. Essa non è med­i­c­i­na del­lo sport, non è med­i­c­i­na del lavoro, non è “foni­a­tria artis­ti­ca”, non è “fisi­a­tria artis­ti­ca”, non è “vocolo­gia”, non è musi­coter­apia, non è arteter­apia. La med­i­c­i­na delle arti del­la per­for­mance cura gli artisti (dal­la pre­ven­zione alla riatle­tiz­zazione, pas­san­do attra­ver­so diag­nosi, ter­apia e riabil­i­tazione) men­tre la musi­coter­apia, l’arteter­apia etc. provano a imple­mentare la gua­ri­gione delle per­sone per mez­zo del­la musi­ca o/e del­l’arte. La med­i­c­i­na delle arti per­for­matiche e degli artisti fa anche ricer­ca su entram­bi (arti e artisti) e ten­ta di “curar­li” nel sen­so che pun­ta a pren­der­si cura del­l’arte tan­to quan­to di chi la pro­fes­sa. Per tal ragione, è una delle branche inter­dis­ci­pli­nari mediche tra le più dif­fi­cili da esercitare sebbene tra le più affascinanti.

In un grande sfor­zo rias­sun­ti­vo, cosa si potrebbe dire dif­feren­zi la med­i­c­i­na del­l’arte dalle cosid­dette “foni­a­tria artis­ti­ca”, “fisi­a­tria artis­ti­ca” etc.?

In rifer­i­men­to qui, in modo esem­pli­fica­ti­vo, ai soli medici, la cosid­det­ta Per­form­ing Arts Med­i­cine (nome inglese, ci si ripete, non del tut­to con­di­vis­i­bile, del­la med­i­c­i­na delle arti per­for­matiche e del­lo spet­ta­co­lo) va con­sid­er­a­ta come la “med­i­c­i­na di famiglia per gli artisti”. Essa deve essere capace di erog­a­re il pri­mo impor­tante aiu­to all’artista, di sosten­er­lo e guidar­lo nel per­cor­so e anche di offrir­gli l’as­sis­ten­za con­clu­si­va che spes­so è la più trascu­ra­ta. Il medico del­la voce (spes­so erronea­mente chiam­a­to “foni­a­tra”), il fisi­a­tra etc. sono dei medici che pos­sono essere coin­volti da quel­lo del­l’arte durante il per­cor­so. Per esem­pio, è il caso in cui mag­a­ri ser­va un super-spe­cial­ista speci­fi­co che non abbia com­pe­ten­ze gen­er­al­iste ma sia, al con­trario, esper­to in un micro-set­tore, in una micro-area (come la fonochirur­gi­ca, per citarne una) coin­vol­gere i quali risul­ti, appun­to, deci­si­vo e impor­tante per la risoluzione di prob­le­mi di dif­fi­cile (o indeb­i­ta) ges­tione per un generalista.

Come si diven­ta medici degli artisti?

Esistono rari per­cor­si di for­mazione nel mon­do e purtrop­po sono soltan­to o delle cer­ti­fi­cazioni bre­vi (che preve­dono una for­mazione di cir­ca 10 ore) o dei Mas­ter. Uno di questi (in PAM) è pres­so l’U­ni­ver­si­ty Col­lege di Lon­dra. Un altro (in Med­i­c­i­na per gli artisti e per le arti e in PAM), diret­to dal Guc­cia­r­do, è pres­so l’U­ni­ver­sità “Nic­colò Cusano” di Roma (le sue speci­ficità sono: 1) di avere un taglio non soltan­to di tipo PAM; 2) di essere qua­si intiera­mente on-line, ove si eccet­tui una obbli­ga­to­ria e nec­es­saria parte in pre­sen­za; 3) di per­me­t­tere al pro­fes­sion­ista di pot­er­si iscri­vere, dal pri­mo all’ul­ti­mo giorno di ogni mese, in qual­si­asi momen­to del­l’an­no e non nec­es­sari­a­mente entro otto­bre come nelle Uni­ver­sità non telem­atiche). Un altro mas­ter (in PAM) è pres­so l’Uni­ver­sità di Milano. Oltre a fre­quen­tarne almeno uno, è, però, essen­ziale che il pro­fes­sion­ista inter­es­sato a for­mar­si voglia met­ter­si in dis­cus­sione e in ascolto e osser­vazione con­tinui, pos­si­bil­mente affi­an­can­dosi a un mae­stro di com­pro­va­ta integrità morale e di grande per­izia pro­fes­sion­ale. Questi sarà un vero mae­stro se gli per­me­t­terà di seguirne le orme apren­dogli le porte del pro­prio ambu­la­to­rio, delle attiv­ità extra-ambu­la­to­ri­ali, delle trasferte nei cameri­ni e sui pal­cosceni­ci dei teatri e nelle aule delle Accad­e­mie etc.

Sono sola­mente i medici col­oro che pos­sono occu­par­si di med­i­c­i­na dell’arte?

​Alcune tesi del Master universitario in Medicina delle arti performative - Università Cusano - Roma - luglio 2025

Se serve un inter­ven­to medico in sen­so canon­i­co, clas­si­co e uffi­ciale, ovvi­a­mente sì; devono essere almeno lau­re­ati in med­i­c­i­na e chirur­gia e devono aver super­a­to l’e­same di abil­i­tazione. Se poi han­no anche una spe­cial­iz­zazione, questo è cer­ta­mente meglio; fino­ra, tra i pochissi­mi che si occu­pano di pren­der­si cura degli artisti (o che se ne sono occu­pati), le spe­cial­is­tiche più ricor­ren­ti sono (state) l’o­tori­no­laringo­ja­tria, la fisi­a­tria, la audio-foni­a­tria, l’or­to­pe­dia e la neu­rolo­gia. Ciò chiar­i­to, va det­to che, nel sen­so lato del­la paro­la med­i­c­i­na, pos­sono (e dovreb­bero sem­pre più), però, occu­par­si di curare gli artisti cer­ta­mente anche i fisioter­apisti, i logo­pe­disti, gli psi­colo­gi, gli infer­mieri, gli audio­prote­sisti etc. Essi, insieme a tut­ti gli altri pos­si­bili mem­bri del per­son­ale san­i­tario lau­re­ato e abil­i­ta­to, se davvero for­mati in questo set­tore del­la med­i­c­i­na, devono seri­amente impeg­nar­si, giorno per giorno, a sapere (e vol­ere) pren­der­si cura di gio­col­ieri, acro­bati, mimi, can­tas­to­rie, ven­tril­o­qui, man­gia­fuo­co, clown, tram­polieri, illu­sion­isti, attori, bal­leri­ni, dan­za­tori, can­tan­ti, musicisti etc. 

È obbli­ga­to­rio avere titoli artis­ti­ci per essere un medico del­l’arte o un fisioter­apista degli artisti o un san­i­tario dell’arte?

No. Anzi, in molte situ­azioni Guc­cia­r­do lo scon­siglia asso­lu­ta­mente per evitare che espe­rien­ze per­son­ali non-sci­en­ti­fiche ma empiriche e/o pre­con­cetti pos­sano finire per diventare lim­i­tazioni, paraoc­chi etc. In altri casi, può, invece, a suo parere, essere, d’al­tro can­to, molto profi­c­uo avere anche stu­di­a­to musi­ca, dan­za, recitazione, cir­co o arti del­la per­for­mance (triple threat, ‘tripla sfi­da’, si direbbe in Inglese) per­ché ciò per­me­tte di avere più facil­ità nel­la com­pren­sione del lin­guag­gio del­l’artista, la qual cosa, in effet­ti, è la condi­cio sine qua non per esserne un bra­vo soc­cor­ri­tore. D’am­bo le par­ti, par­lare il medes­i­mo lin­guag­gio e com­pren­der­lo è irrinunciabile.

Conoscere le lingue straniere è essenziale?

In genere, un medico o un san­i­tario for­mati in med­i­c­i­na del­l’arte o un docente o un mae­stro per­fezionati in “atle­tolo­gia del­l’arte” (v. i.) non pos­sono non conoscere le lingue straniere per­ché molto del loro lavoro si svolge effet­ti­va­mente con cli­en­ti e pro­fes­sion­isti delle arti e del­lo spet­ta­co­lo che proven­gono da Pae­si non di lin­gua ital­iana. Nelle aule didat­tiche, nei teatri, al servizio di soli, cori, maes­tranze o di un VIP o di un élite per­former nonché negli ambu­la­tori, spes­so ci si deve abit­u­are a comu­ni­care attra­ver­so una lin­gua fran­ca (in genere l’In­glese) o almeno una “lin­gua nuo­va” fat­ta di un mélange di almeno Inglese, Francese, Ital­iano e Portoghese. 

Chi non è un medico o un fisioter­apista o un logo­pe­dista o un infer­miere può occu­par­si ugual­mente di med­i­c­i­na dell’arte?

Cer­to; in un modo, però, diver­so rispet­to ai san­i­tari cioè come trat­to d’u­nione tra la per­sona artista e il medico. Guc­cia­r­do par­la di first aiders (‘pri­mi soc­cor­ri­tori degli artisti’) che sap­pi­ano por­si come trait d’u­nion per una pre­ven­zione con­tin­ua ed essere “sen­tinelle” che pos­sano presto intuire che qual­cosa nel “cliente” non stia andan­do (o stia per non andare) per il ver­so gius­to. Potran­no, in tal caso, ind­i­riz­zare in modo non gener­i­co tale utente (l’al­lie­vo, per esem­pio) ver­so il medico del­l’arte con indi­cazioni pre­cise in quan­to par­lano lo stes­so suo lin­guag­gio pur non essendo dei san­i­tari. Alfon­so Gian­lu­ca Guc­cia­r­do ha chiam­a­to tale figu­ra pro­fes­sion­ale “atle­tol­o­go per gli artisti” e per for­mar­la ha cre­ato un per­cor­so uni­ver­si­tario in Uni­Cu­sano. Dal 2024, quin­di, gli inseg­nan­ti e/o i maestri di can­to e/o i coach di recitazione, di dan­za, di stru­men­to musi­cale, di cir­co etc. che vogliano lavo­rare in ambito didat­ti­co alla luce del­la med­i­c­i­na delle arti final­mente (e anche “uffi­cial­mente”) pos­sono farlo.

Che pos­si­bil­ità di lavoro ha in Italia un medico delle arti o un atle­tol­o­go per artisti?

In Italia, l’atle­tolo­gia per gli artisti e la med­i­c­i­na delle arti e del­lo spet­ta­co­lo per­me­t­tono di lavo­rare nel pri­va­to in molti modi, per esem­pio in tournée al servizio di un’artista speci­fi­co e/o all’in­ter­no di ambu­la­tori inter­dis­ci­pli­nari. Dessi, al momen­to, sono soltan­to oper­an­ti nel pri­va­to vis­to che nel Bel Paese (e, per essere onesti, in qua­si tut­to il mon­do) non esiste, purtrop­po, pres­so il Sis­tema San­i­tario Nazionale e men che meno nelle Uni­ver­sità, un servizio che eroghi speci­fi­ca­mente con­sulen­ze di med­i­c­i­na del­l’arte o di fisioter­apia o di fono­pe­dia per gli artisti o che per­me­t­ta di fare ricerche (e car­ri­era anche acca­d­e­m­i­ca) in questi settori.

come si diven­ta medici degli artisti?

What is Per­form­ing Arts Medicine?

“Per­form­ing Arts Med­i­cine” (PAM) is a WHO-rec­og­nized inter­dis­ci­pli­nary branch of med­i­cine that deals with artists (as sports med­i­cine does by putting itself at the ser­vice of ath­letes), and, accord­ing to Dr Guc­cia­r­do’s stud­ies and think­ing, with their arts. In fact, he speaks of “med­i­cine for artists” that he teach­es to com­bine with PAM.

Is it an offi­cial branch or an alter­na­tive / com­ple­men­tary branch of medicine?

As per dr Guc­cia­r­do, PAM is an offi­cial area of human med­i­cine that, in many parts of the world, in the last six­ty years, has been “rec­og­nized” but in Italy, despite the efforts of him and of (a few) oth­ers, it has not yet been ful­ly under­stood and imple­ment­ed, or is con­sid­ered only as a mul­ti­dis­ci­pli­nary med­i­cine for the exi­gen­cies of indi­vid­ual parts of the artists’ body.

What is it not PAM?

This branch of med­i­cine is not “arts med­i­cine”, it is not “mul­ti­dis­ci­pli­nary and holis­tic med­i­cine”, it is not sports med­i­cine, it is not occu­pa­tion­al med­i­cine, it is not pho­ni­atrics intend­ed for artists, it is not physi­atrics intend­ed for artists nor vocol­o­gy, it is not music ther­a­py, it is not art ther­a­py. Per­form­ing Arts Med­i­cine treats artists from pro­phy­lax­is to reahtle­ti­za­tion, while music ther­a­py, art ther­a­py etc. try to treat through music or through fine arts. Per­form­ing Arts Med­i­cine also does research on the arts and there­fore tries to treat them too, and aims to take care of art and not just only the artist. For this rea­son, it is one of the most dif­fi­cult inter­dis­ci­pli­nary branch­es to prac­tice among med­ical ones.

A few words about PAM com­pared to pho­ni­atrics, vocol­o­gy, physi­atrics etc.

We should con­sid­er Per­form­ing Arts Med­i­cine as the “fam­i­ly med­i­cine” for artists, capa­ble of pro­vid­ing the first very impor­tant help to the artist and also the last help to them, fol­low­ing the per­son-artist even dur­ing the clin­i­cal process. The voice doc­tor, the physi­a­trist etc. are doc­tors who can be involved by the PAM-doc­tor dur­ing the process when per­haps a spe­cif­ic spe­cial­ist is need­ed who does not have gen­er­al­ist skills but is, on the con­trary, an expert in a micro-sec­tor, in a micro-area (for exam­ple, phono­surgery) involv­ing which is deci­sive and impor­tant for the res­o­lu­tion of prob­lems that are dif­fi­cult to man­age for a gen­er­al­ist, precisely.

How does one become an artists’ doc­tor?How can I become a Per­form­ing Arts Med­i­cine specialist?

There are a few uni­ver­si­ty train­ing cours­es in the world. One is in Lon­don, the oth­er, head­ed by dr Guc­cia­r­do, is at the Uni­ver­si­ty “Nic­colò Cusano” in Rome (and it is almost all online, except for a manda­to­ry part in pres­ence). There is also a PGDipl at the Uni­ver­si­ty of Milan. In addi­tion to attend­ing at least one of these aca­d­e­m­ic train­ing cours­es, it is, how­ev­er, essen­tial that the pro­fes­sion­al wants to ques­tion him­self and con­tin­u­ous­ly train, pos­si­bly by work­ing along­side a teacher of proven moral integri­ty and great pro­fes­sion­al exper­tise who will allow him to fol­low in his foot­steps by open­ing the doors of his own prac­tice and/or extra-ambu­la­to­ry activ­i­ties, etc.

Are only doc­tors allowed to deal with Per­form­ing Arts Medicine?

If a medical inter­ven­tion is need­ed in a strict, clas­si­cal and offi­cial sense, of course yes; in Italy, they must have at least a degree in medicine and surgery and must have passed the qual­i­fi­ca­tion exam. In the broad sense of the word med­i­cine, how­ev­er, phys­io­ther­a­pists, speech ther­a­pists, psy­chol­o­gists, nurs­es, hear­ing aid spe­cial­ists etc. can cer­tain­ly also deal with it. All grad­u­ate and qual­i­fied health­care pro­fes­sion­als (HCPs) who want to take care of buskers, actors, dancers, singers, musi­cians, cir­cus pro­fes­sion­als etc., if tru­ly trained in this sec­tor of med­i­cine, they can work as PAM-edu­cat­ed HCPs.

Is it manda­to­ry to have artis­tic qual­i­fi­ca­tions to be a Per­form­ing Arts Med­i­cine MDs/HCPs?

No. In fact, in many sit­u­a­tions Gian­lu­ca Guc­cia­r­do, MD, PhD, absolute­ly advise against it to avoid that non-sci­en­tif­ic but empir­i­cal per­son­al expe­ri­ences and/or pre­con­cep­tions may end up becom­ing bias, lim­i­ta­tions, blink­ers, etc. In oth­er cas­es, accord­ing to him, we think that it can be very ben­e­fi­cial to have also stud­ied music, dance, act­ing, cir­cus or triple threat arts because this allows one to have an eas­i­er time under­stand­ing the lan­guage of artist. In fact, the essen­tial to be a good doc­tor for artists is to speak the same lan­guage as them and to under­stand their lan­guage (actu­al­ly, they should do the same).

Have you to com­pul­so­ry know for­eign languages?

Gen­er­al­ly, a doc­tor or a HCPs or an ath­le­tol­o­gist for artists (see below) can­not not know for­eign lan­guages because much of the work is done in clin­ics, in class­rooms, in the­aters, at the ser­vice of a choir or of a com­pa­ny or of a VIP or an elite per­former, where actu­al­ly many clients come from non-Ital­ian-speak­ing coun­trie. Indeed, one often has to get used to com­mu­ni­cat­ing through a “new lan­guage” made up of a mix of at least Eng­lish, French, Ital­ian and Portuguese.

Can some­one who is not a doc­tor, phys­i­cal ther­a­pist, speech ther­a­pist or nurse still prac­tice Per­form­ing Arts Medicine?

Of course, but in a dif­fer­ent way than health work­ers, there­fore as a link between the artist and the doc­tor, a link that can pro­vide con­tin­u­ous pre­ven­tion, be a “sen­tinel” who can imme­di­ate­ly under­stand and direct the clients to the PAM-HCP with pre­cise indi­ca­tions since they two speak the same lan­guage. Dr Guc­cia­r­do called this fig­ure “ath­le­tol­o­gist for artists” and “first aider for pre­ven­tion”, and cre­at­ed a Uni­ver­si­ty train­ing pro­gram at Uni­Cu­sano, Italy, specif­i­cal­ly for them (for singing, act­ing, dance and music and cir­cus teach­ers or coach­es who want to work in their edu­ca­tion­al fields just in the light of Per­form­ing Arts Medicine).

What job oppor­tu­ni­ties does a doc­tor for artists or an ath­le­tol­o­gist for artists have in Italy?

They can work in the pri­vate sec­tor in many ways, for exam­ple on tour for a spe­cif­ic artist and/or in spe­cif­ic clin­ics. At the moment, in Italy, these are only in the pri­vate sec­tor since, unfor­tu­nate­ly, there is no a Nation­al Health Sys­tem Ser­vice (nor a Uni­ver­si­ty) that specif­i­cal­ly pro­vides PAM-con­sul­ta­tions and enables you to research and build a career in PAM.

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Bibliography / Si rimanda a:  Logopedia, fisioterapia, psicologia, medicina, didattica, pedagogia, prevenzione, abilitazione, riabilitazione per gli artisti

Guc­cia­r­do A.G., La médecine des arts du spec­ta­cle vivant. His­toire, dif­fu­sion inter­na­tionale, pen­sée, éthique et pra­tiques. La med­i­c­i­na delle arti e del­lo spet­ta­co­lo vivente. Sto­ria, dif­fu­sione inter­nazionale, pen­siero, eti­ca e pras­si, Thèse de Doc­tor­at, Uni­ver­sité 3, Mont­pel­li­er 2022; UPVM3/UniME

Foto principale di/ main photo by: Alfonso Gianluca Gucciardo. Lara Fabian, Voices Tour;
Prague, CZ, 15th June 2025
Foto 2 di/ photo 2 by: Alfonso Gianluca Gucciardo per CEIMArs. Agrigento, I, 8th June 2015
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